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Cosa abbiamo imparato in questi mesi? Abbiamo sempre più necessità di digitalizzare.

Il momento che stiamo vivendo ci sta insegnando che la maggior parte delle aziende non era preparata a gestire un'emergenza simile. Molte aziende sono state costrette a fermarsi nell’erogazione dei propri prodotti/servizi perché non erano pensati per essere venduti/proposti in modo digitale. Nonostante la tecnologia ed il digitale ci ha permeato totalmente la nostra vita quotidiana, le aziende sono rimaste indietro sia da un punto da un punto di vista di cultura digitale tra i dipendenti che in termini di soluzioni tecnologiche utilizzate per i propri processi di busienss.


Facebook il mese scorso ha ottenuto un record: Tre miliardi di persone, circa 2/3 della popolazione mondiale connessa ad internet ha effettuato l'accesso ad almeno un'app di Facebook (Instagram, whatsapp e facebook le principali). Sono numeri record svelati dallo stesso Zuckerberg che ha parlato anche di un aumento del 1000% dei minuti di videochiamate. Questo dato sottolinea la capacità delle persone di utilizzare la tecnologia in momenti dove, per ovvie ragioni, i contatti fisici devono essere ridotti al minimo.


Quello che sta accadendo, quindi, ci sta obbligando a rivedere le nostre abitudini, a prescindere dalle imposizioni che possono arrivare dal governo rispetto alle misure restrittive messe in atto da circa 3 mesi. Anche ora che le misure sono meno restrittive molti di noi sono più prudenti nelle interazioni sociali, nell’usufruire di servizi che ci obbligano a stare in luoghi potenzialmente affollati, come ad esempio le palestre o le sale d’attesa, anche se le aziende si stanno dotando delle misure necessarie per garantire la sicurezza per i propri clienti/pazienti all’interno dei propri spazi.


Le aziende, a parer mio, dovranno ripensare i loro servizi in una modalità online. Gli ambulatori medici e le strutture sanitarie ad esempio, dovranno costruire una versione online dei loro spazi in cui erogare prestazioni sanitarie in modo digitale: riflettendo su tutte quelle prestazioni per le quali non è necessario un contatto fisico con il professionista, e sono molto di più di quelle che si possono immaginare. Le tecnologie di videoconferenza oggi sono molto affidabili e semplici da utilizzare. Inoltre, tutti abbiamo almeno uno smartphone personale connesso ad internet pronto a permetterci di interagire con il nostro medico.


Le persone anziane sono le più a rischio durante questa emergenza, quindi proteggerle è un dovere di tutti, anche delle stesse strutture sanitarie che devono, grazie alla tecnologia evitare di farle uscire da casa per prestazioni e servizi che possono essere erogate in modo digitale direttamente a casa del paziente. Dobbiamo immaginare scenari dove i check-up sanitari alle persone possano avvenire attraverso una visita domiciliare di un operatore sanitario esperto, dotato di strumenti diagnostici portatili connessi in tempo reale ad altri medici, la telemedicina. Sicuramente la telemedicina non è una novità ma credo che non sia mai stata sfruttata a pieno potenziale.


Il tema della telemedicina e degli strumenti diagnostici portatili/indossabili già da diversi anni sta interessando colossi hi-tech, che non si occupano direttamente di sanità e medical device. Apple ne è un esempio.


Apple già dal suo primo modello di smartwatch (2015) ha iniziato a delineare in modo abbastanza chiaro le sue intenzioni di vendere dispositivi capaci di monitorare la salute. Apple watch serie 1 consentiva di misurare il battito cardiaco, apple watch serie 5 integra un ECG ad 1 derivazione (approvato FDA) ed un sistema di rilevamento cadute accidentali capace di chiamare automaticamente i soccorsi. Fonti autorevoli affermano che apple watch serie 6, che dovrebbe essere rilasciato nel 2020 oltre le funzioni precedentemente citate integrerà:


  • Monitoraggio dell'ossigeno nel sangue

  • Tracciamento di stress e attacchi di panico

  • Monitoraggio del sonno


Il monitoraggio dell’ossigeno nel sangue è un tema molto attuale perché uno degli effetti del COVID-19 è la polmonite grave, infatti il paziente manifesta crisi respiratorie. La capacità respiratoria viene misura appunto attraverso il monitoraggio dell’ossigeno nel sangue.


Oggi le tecnologie sono disponibili, è compito degli imprenditori e dei manager far sì che vengano introdotte nelle aziende creando una cultura digitale tra i dipendenti e i propri clienti.


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